Quando me l’hanno detto stentavo a crederci. “Ma siamo sicuro che sia proprio lui? Il mitico Totò?”. Sì, perchè di fronte ad una notizia del genere, appresa casualmente in una fredda serata milanese (e poi puntualmente verificata e confermata), si rimane davvero a bocca aperta.
Salvatore Fresta, l’ultima bandiera dell’Avellino Calcio - una carriera trascorsa tra Cosenza, Taranto, Castellammare, Torre Annunziata, Como ed Alessandria - a 42 anni suonati non ha ancora appeso le scarpette al chiodo. Gioca in una formazione piemontese del campionato di Seconda Categoria, ma per vivere - udite, udite - fa l’operaio.
Sì, avete capito bene: il mitico Totò, quarto marcatore di sempre dell’Us Avellino (preceduto da gente del calibro di Del Gaudio e Muiesan e dal “rinnegato” Biancolino), lavora in un’azienda di Alessandria che distribuisce bevande agli esercizi commerciali della città e della provincia.
Il suo titolare è anche il presidente della formazione di Seconda Categoria con la quale continua a giocare, malgrado i chili in più e un fisico neanche lontanamente paragonabile a quello di una volta. Lui, abituato a dribblare gli avversari come birilli e a sorprendere i portieri con tocchi astuti, adesso si ritrova a guidare automezzi e scaricare cartoni di birre e superalcolici destinati ai bar della piccola città piemontese, collocata esattamente a metà strada tra Milano, Torino e Genova. Da queste parti si è stabilito oltre dieci anni fa, quando venne ingaggiato dai “Grigi” dell’Alessandria, all’epoca in serie C. Da qui non è più andato via: ha messo su famiglia, ha allacciato un eccellente rapporto con la gente del posto (in città lo conoscono tutti) ed ha cominciato a divertirsi nelle categorie dilettantistiche.
Ma uno come Fresta lo vorresti sempre vedere nel mondo del calcio: dirigente, team manager, talent scout, allenatore dei Pulcini. Il ruolo non importa, starebbe bene dovunque. Soprattutto in piazze come Avellino e Castellammare, dove ha effettivamente lasciato il segno nel cuore delle rispettive tifoserie. Ed invece Totò-Gol ha intrapreso un’altra strada, sicuramente più coraggiosa, abbandonando quasi del tutto il mondo del calcio, che l’ha visto protagonista sin dal finire degli anni ‘80. Lui, romano della Garbatella, con le sue movenze alla Faustinho Asprilla, il suo passo felpato e la sua simpatica “follia” (sia in campo che fuori) era subito entrato nelle simpatie del popolo biancoverde.
Eppure, dopo l’ultima esperienza della gestione Sibilia (quando venne richiamato in Irpinia dopo diversi anni), da queste parti non s’è più visto. Vorremmo almeno salutarlo, ringraziarlo per quanto ha fatto per questi colori e dargli una pacca sulla spalla.
Mai come adesso - nelle vesti di operaio - la merita sul serio perchè deve realizzare il gol più importante della sua carriera, anzi della sua vita: (soprav)vivere senza calcio.




Novembre 26th, 2009 at 12:09
Totò sei un grande!!!!!!!!!!
Novembre 26th, 2009 at 21:59
6 UN MITO !!! …e quando Totò Fresta la rete gonfierà… un solo grande grido dalla curva si alzerà!!! TOTO GOL LA LA LA LA … TOTO GOOL LA LA LA LA LA LA
AV
Novembre 27th, 2009 at 00:14
ciao totò è 1 piacere ritrovarti 1 abbraccio
Novembre 28th, 2009 at 22:02
grande toto goal
Dicembre 2nd, 2009 at 17:14
Ke dire ad una notizia del genere? Totò un GRANDE del calcio,un GRANDE nella vita.Ho avuto la fortuna d conoscerti d xsona,e t porto nel cuore. & veramente un ragazzo eccezionale. Tieni duro,son convinto ke continuerai a segnare anke nella vita come facevi sui campi d calcio. Un abbraccio forte MITICO TOTO’. Luigi dello ZED (nn puoi nn ricordare quel locale d Avellino).
Gennaio 3rd, 2010 at 15:36
Ciao grande Toto’…..ad Avellino si sentono ancora le esultanze dopo i tuoi goal….sei un grande, ci manchi…..un abbraccio forte, ed in bocca al lupo..
Gennaio 5th, 2010 at 15:59
Come si dice se non hai Santi in paradiso non vai da nessuna parte… e questo è capitato proprio al NOSTRO TOTO’, noi veri tifosi del LUPO ti terremo sempre nei nostri cuori. Auguri di vero cuore per il tuo futuro.
Febbraio 8th, 2010 at 18:36
Che dire Salvatò, io poi sono tuo cugino, sono di parte, mannaggia magari se al posto di Fresta il cognome sarebbe stato “Frestigno”…… in serie A per 10 anni e meglio di taluni BIDONI mercenari senza amore per la maglia ne tanto meno per lo sport!!! Ti voglio bene Totò.