Tag Archive | "Avellino serie D"

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Avellino12.com - Sito (Non) Ufficiale Avellino Calcio

Scritto il 15 Ottobre 2009 da Gianluca Capiraso

avellino12Nuovo portale dedicato alla nuova società di calcio nata nella città di Avellino dalle ceneri dell’Us Avellino. Notizie sulle partite, sulla rosa, sulla società e sui tifosi biancoverdi. Interesssante anche la raccolta di video (da youtube) delle gare dei Lupi, attualmente impegnati nel campionato di serie D (girone “I”).

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Serie D e Terza Categoria, 2 Squadre ad Avellino

Scritto il 09 Settembre 2009 da Gianluca Capiraso

Il danno oltre al beffa. Non bastava il triplo salto indietro nel giro di un mese (dalla serie B alla serie D), così come non bastava la mancata iscrizione ai campionati professionistici (dopo oltre 40 anni) dell’Us Avellino. La città e la provincia continuano ad essere mortificate, umiliate, derise. Sì, perchè dopo la terribile estate, le amarezze per il pubblico biancoverde potrebbero non esser finite qui.
Nel giro di qualche giorno, la tifoseria si potrebbe ritrovare due squadre, con gli stessi colori sociali, nella stessa città. L’avventura dell’Avellino Calcio.12 - l’unica società autorizzata dalla Federazione a partecipare al campionato di serie D - com’è noto, ha già preso ufficialmente il via. Tutti (o quasi) pensavano di aver dato un calcio al passato, chiuso con la peggiore gestione della storia del calcio avellinese e cancellato una volta per tutte dalla propria memoria il nome del fautore di tutto ciò.
Invece quest’assurda vicenda potrebbe assumere un finale dai contorni tragicomici, con l’Us Avellino 1912 (considerata da tutti gli addetti ai lavori sulla strada del fallimento) iscritta al campionato provinciale di Terza Categoria. Aliberti docet. Sembra una scelta dettata dalla disperazione o da un progetto ben architettato. Il bello (si fa per dire) è che gran parte della tifoseria organizzata è pronta a sotenere la società capeggiata da colui che ha contestato ferocemente da quattro anni a questa parte. In nome del logo, della matricola, della mentalità ultras.
E così una provincia sostanzialmente piccola (per numero di abitanti, non certamente per estensione) si potrebbe ritrovare addirittura con due squadre, con una tifoseria spaccata ed il concreto rischio di vedere tanti giovani - soprattutto nei comuni di “frontiera” - iniziare a simpatizzare Napoli. E ne perderà anche la nuova squadra, l’Avellino Calcio.12 che, come un bambino appena nato, ha bisogno di essere seguita e sostenuta. Dall’intera tifoseria, a prescindere da nomi, gruppi, motti e slogan.

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Il Nuovo Avellino Riparte con una Vittoria

Scritto il 24 Agosto 2009 da Gianluca Capiraso

Vittoria dal dischetto per il nuovo Avellino.12 alla sua prima uscita ufficiale. Nella sfida di Coppa Italia Dilettanti, andata in scena al “Partenio” ieri pomeriggio, i Lupacchiotti di D’Arrigo hanno avuto la meglio al cospetto dell’ostica Forza e Coraggio. Il successo è giunto ai calci di rigore dopo che i 90′ regolamentari s’erano conclusi sul 2-2. Positiva la prestazione dei biancoverdi, ovviamente ancora in fase di rodaggio ed alle prese con una condizione fisica tutt’altro che entusiasmante. A segno per il nuovo Avellino l’attaccante scuola Napoli Aniello Nappi, mentre la seconda realizzazione è un’autorete dei sanniti. Poi, alla lotteria dei rigori, bravo il portierino De Martino, fratello dell’ex centrocampista dell’Avellino, decisivo per il passaggio del turno.

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Taccone-Contino, Ecco il Nuovo Avellino.12

Scritto il 10 Agosto 2009 da Gianluca Capiraso

Da oggi e’ ufficiale. Ed e’ giusto gridarlo ad alta voce: e’ nato il nuovo Avellino. Dopo due anni di disgrazie, sconfitte, amarezze, false illusioni, retrocessioni e mancata iscrizione, finalmente una buona notizia per i tifosi biancoverdi. E’ vero, si riparte dalla serie D, in due mesi sono state perse ben tre categorie, ma si puo’ finalmente gioire per vedere la nascita di un nuovo club: si volta pagina, malgrado il dispiacere per la scomparsa della vecchia amata Us Avellino 1912 (che forse ripartira’ dalla serie D). Il tifo e la citta’ sono spaccati, ma il numero di persone che oggi festeggiano e’ decisamente maggiore rispetto a coloro che speravano in un Pugliese-bis. Dimenticando cosa ha fatto questo personaggio per i nostri colori e anteponendo il numero di matricola alla ragione. Si riparte, dunque: addio Pugliese.

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US Avellino, Tifosi Divisi: Serie D, Ma Con Chi?

Scritto il 20 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Al peggio non c’è mai fine. Non bastava il periodo più buio da 97 anni a questa parte. Non bastavano le due retrocessioni consecutive (intervallate da un ripescaggio già dimenticato), le penalizzazioni, i deferimenti, il fango gettato sulla società e la città di Avellino da parte di allenatori, calciatori, procuratori, diesse. Le figuracce, le umiliazioni in giro per l’Italia e addirittura, lo scorso 10 luglio, l’estromissione da tutti i campionati professionistici. Se fino ad un mese fa si affrontavano squadre quali Livorno, Brescia e Parma, tra poco più di un mese le avversarie dei Lupi si chiameranno Angri, Sibilla, Pianura, etc. No, non siamo su scherzi a parte. In un mese sono cambiati destino, storia e futuro di una gloriosa società di calcio - protagonista di 10 splendidi campionati consecutivi in massima serie - ad appena tre anni dal suo centenario. Un progetto da guinness dei primati. Una “cavalcata all’indietro” senza eguali. Missione compiuta, Massimo Pugliese.
Ed ora, come dicevamo, ad una settimana dalle prime scadenze del campionato di serie D (in virtù della recente proroga, ndr), per i tifosi biancoverdi oltre al danno potrebbe aggiungersi anche la beffa. Sì, perchè - colmo dei colmi - lo stesso Massimo Pugliese con la “scusante” di tenere in vita l’Us Avellino potrebbe iscrivere quest’ultima al torneo di serie D, restando così al timone del sodalizio biancoverde. E’ come lasciare un cadevere nelle mani del suo carnefice.
curva sud avellinoMa non è finita qui: perchè se da un personaggio del genere ci si può attendere davvero di tutto (lo ha ampiamente dimostrato), è assurdo ed incomprensibile l’atteggiamento mostrato da alcuni tifosi che - senza firmarsi, nè identificarsi in qualche gruppo - hanno chiesto pubblicamente allo stesso personaggio che hanno contestato per 5 anni (fino all’altro giorno), di iscrivere l’Us 1912 al prossimo torneo di serie D.
Della serie: siamo alle comiche. E’ come se la situazione si fosse improvvisamente capovolta perchè, se da un lato anche quella frangia di tifosi che ha sempre difeso l’operato dell’imprenditore di Frigento ha fatto dietrofront dopo la mancata iscrizione in Lega Pro, dall’altro si assite a questa clamorosa marcia indietro di (parte di) coloro che in 5 anni non gli hanno (giustamente) dato tregua. I primi hanno “risposto” ai secondi, iniziando un botta e risposta fatto di comunicati, ma con una differenza: mettendo la faccia, con tanto di nome, cognome, comune e (ex) gruppo di appartenenza.
Insomma, il progetto targato Pugliese sembra giunto all’epilogo e quest’ennesima sceneggiata - una clamorosa spaccatura tra la tifoseria senza precedenti - ne sembra il degno finale.

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Morte Us Avellino: Dopo l’Omicidio, Parla L’Assassino

Scritto il 13 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Ancora una volta s’è scelto l’interlocutore (il giornalista, Antonio Corbo) ed il media (il giornale, “La Repubblica” - edizione regionale). Nessuna conferenza stampa, niente dichiarazioni ufficiali, neanche adesso che ha ufficialmente ucciso il Lupo. L’assasino dell’Us Avellino 1912, Massimo Pugliese, colui che verrà ricordato a lungo per aver interrotto una storia lunga 97 ann, parla per la prima volta dopo la mancata iscrizione dei biancoverdi al prossimo campionato di Lega Pro. Solite dichiarazioni di circostanza, ancora accuse nei confronti delle istituzioni e dei politici locali…insomma, neanche di fronte al dramma l’imprenditore di Frigento riesce a tacere.
Per colpa sua un’intera provincia di oltre 440mila abitanti è in lacrime, eppure trova ancora il tempo per pensare alle rivincie personale. Intanto l’Us Avellino è morto….Grazie Pugliese….
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Us Avellino, Serie D e Fallimento Alle Porte. Grazie Pugliese

Scritto il 10 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Una gloriosa storia lunga 97 anni è giunta al capolinea. 97 anni di passione, amore, emozioni, gioie e vittorie, sconfitte e amarezze: la storia dell’Us Avellino 1912. Prima l’hanno bistrattata e dilapidata, poi addirittura cancellata. Povero Avellino, povero Lupo, poveri tifosi biancoverdi: non sono bastate le gestioni fallimentari e le sconfitte maturate sul campo - che hanno contrassegnato il percorso degli irpini nelle ultime stagioni - ora è arrivata addirittura la morte.
L’Us Avellino non sarà iscritta al prossimo di campionato di Lega Pro“, questo il ritornello che ha accompagnato l’ultimo mese di vita del sodalizio biancoverde. Ad intonarlo lui, sempre lui, Massimo Pugliese, capace di minacciare, elemosinare, accusare e persino scherzare, anche con il Lupo già sul letto di morte. Ed è stato lui a dargli la coltellata finale, dopo averlo visto aggravarsi senza fare nulla, senza lanciare un appello, senza convocare media, istituzioni e tifosi.
S’è nascosto dietro ai comunicati stampa, spesso ironici e fuori luogo (se non proprio irritanti), pavoneggiandosi (”sono l’unico che può fare calcio in questa provincia”), senza risparmiare accuse pungenti nei confronti di tifosi, istituzioni e stampa. Insomma, è rimasto solo ed ha concluso la sua gestione al timone dell’Us Avellino con la ciliegina sulla torta. E pensare che fino a qualche ora fa c’erano ancora tifosi che, perdendo completamente la loro diginità, lo pregavano (in tutti i modi) affinchè tornasse sui suoi passi.
Ma non c’è stato alcun ripensamento, perchè il suo progetto, studiato a tavolino già un anno fa (e rimandato di 365 giorni solo per il ripescaggio), è andato in porto. Ne pagano le conseguenze solo i tifosi di questi colori ed una provincia ancora una volta sfortunata.
Depredata, offesa ed umiliata, non da un forestiero, ma proprio da un suo figlio.

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Il Lupo sta morendo e Pugliese ironizza…

Scritto il 08 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Queste rischiano di essere le ultime ore di vita dell’US Avellino 1912. Dopo 97 anni di gioie e dolori, successi e amarezze, trionfi e retrocessioni, lo storico club biancoverde sembra in crisi irreversibile. Il “no” della Covisoc all’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro (la vecchia “serie C”, per intenderci) sembra scontato.
Troppi i debiti accumulati dal sodalizio biancoverde, troppi i mancati pagamenti da parte della famiglia Pugliese, che intanto, mentre un’intera provincia vive nella paura, non perde il vizio dell’ironia. Mentre tutti, questa mattina, aspettavano con ansia un comunicato “liberatorio”, che annunciasse in qualche modo l’esito delle trattative con la famosa cordata di cui tutti parlano, Massimo Pugliese ha diramato il classico comunicato stampa terrificante nei confronti dell’ambiente. Ha ribadito (per l’ennesima volta) la volontà di non continuare quest’avventura, ha attaccato nuovamente le istituzioni ed in particolare l’A.IR, mettendo in luce l’inesistenza di nessun tipo di trattativa per l’acquisto della società.
Poi, il finale tragi-comico, in cui, si rivolgendosi ai potenziali acquirenti della società in caso di fallimento, ha dichiarato che secondo lui “per ripartire dalla serie D ci vorrebbe un investimento ancora maggiore” rispetto ad un subentro societario in Lega Pro. Precisando che questi non sarebbero minimamente affari suoi, al signor Pugliese si ricorda che proprio lui è il meno indicato a dare indicazioni e consigli di natura economica.
Proprio lui che ha gestito nel peggior modo possibile mutualità e soldi delle pay-tv, proprio lui che si è fatto infinocchiare da gente come Lucchesi e Fedele, che ha assunto e pagato tecnici come Carboni, Calori e Incocciati, non è in grado di dare consigli a nessuno. Ed abbia almeno rispetto per una piazza, quella biancoverde, che sta vivendo ore da incubo. E le prossime potrebbero essere ancora peggiori.

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Us Avellino: Lega Pro, Fallimento o Serie D?

Scritto il 06 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Ancora qualche giorno - forse solo 48 ore - e si conoscerà il futuro dell’Us Avellino. Tra due giorni, infatti, la Covisoc comunicherà alle società l’esito della propria istruttoria sui documenti presentati in sede d’iscrizione. Procedure espletate entro i termini da Massimo Pugliese, come annunciato dallo stesso imprenditore di Frigento, che ha anche ribadito che questo sarà l’ultimo atto compiuto dall’attuale proprietà per l’Us Avellino 1912.
Poi ci sarà il completo disimpegno (sarà vero?). Sta di fatto che, oltre alla semplice domandina d’iscrizione, accompagnata da un esborso di circa 100mila euro, non è stato fatto nulla per quel che riguarda liberatorie, versamenti degli stipendi arretrati, contributi Enpals, etc. etc. Insomma, siamo alle solite…
I punti di penalizzazioni (certi) e le decine di deferimenti nei confronti di Massimo Pugliese ormai non fanno più notizia. Sembra che ad Avellino ci si sia abituati anche a questo. Ma il rischio, stavolta, è ancora più grosso: non partecipare neanche al campionato di Lega Pro, ripartendo dalla serie D. Se quest’ultima ipotesi dovesse diventare realtà, l’Us Avellino 1912 potrebbe completamente scomparire dalla scena calcistica italiana, dopo ben 97 anni di storia. O, addirittura, ripresentarsi ai nastri di partenza dell’ex Interregionale, sempre con il marchio US 1912 e sempre con Massimo Pugliese al timone. Sarebbe davvero il colmo…

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Il futuro dell’Avellino: e Pugliese perse la parola…

Scritto il 02 Giugno 2009 da Gianluca Capiraso

Parlava, accusava, si lamentava. Fino a poche settimane fa era al centro della scena, costringendo agli straordinari il suo ufficio stampa, tanto da perdere il conto dei comunicati stampa (gli ultimi indicano numeri cronologici al di fuori di ogni logica). Poi, improvvisamente, il silenzio.
Si sarà rintanato nella sua Frigento o avrà riparato a Ceppaloni? Rimarrà in silenzio fino alle elezioni (per questioni di parcondicio) o, più semplicemente, si sta godendo qualche vacanza  approfittando del lungo ponte? Qualsiasi sia la risposta, di sicuro sta giocando, per l’ennesima volta, con l’amore e la passione di un’intera tifoseria.
Non gli è bastato neanche il record minimo d’incasso e la vergogna su tutti i media nazionali per capire di doversi fare da parte. Il post-partita con l’Empoli era il momento giusto per presentarsi in sala stampa e dichiarare apertamente di aver fallito per la terza volta consecutiva. Pugliese avrebbe potuto ribadire la propria volontà di farsi da parte, di cedere la società, mettendo sul tavolo conti, bilanci e debiti. Almeno al capolinea di questa disastrosa gestione ci vorrebbe un po’ di chiarezza, la stessa che è mancata del tutto con questa società. Invece no.
Dovremo attendere le ultime settimane di luglio – quindi altri quaranta giorni di agonia – per intravedere il futuro dell’Us Avellino. E mentre in città crescono paura e scetticismo circa la partecipazione dei biancoverdi al prossimo torneo di Lega Pro (la vecchia “serie C”, per intenderci), il buon Pugliese ha improvvisamente perso la parola.
Dov’è finito il tono battagliero col quale attaccava le istituzioni e l’ambiente? E l’atteggiamento di sfida nei confronti dei tifosi (“il 97% della provincia è con me”)? E l’inspiegabile rabbia per quei famosi striscioni, tanto da diramare un comunicato ad hoc, con tanto di minacce legali? Ecco che in momenti come questi, oltre all’evidente incompetenza manageriale e i fallimenti risultati sportivi, vengono fuori anche i limiti umani.

*per l’immagine si ringrazia lo staff di AvellinoFans

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