Tag Archive | "fallimento Pugliese"

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US Avellino, Tifosi Divisi: Serie D, Ma Con Chi?

Scritto il 20 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Al peggio non c’è mai fine. Non bastava il periodo più buio da 97 anni a questa parte. Non bastavano le due retrocessioni consecutive (intervallate da un ripescaggio già dimenticato), le penalizzazioni, i deferimenti, il fango gettato sulla società e la città di Avellino da parte di allenatori, calciatori, procuratori, diesse. Le figuracce, le umiliazioni in giro per l’Italia e addirittura, lo scorso 10 luglio, l’estromissione da tutti i campionati professionistici. Se fino ad un mese fa si affrontavano squadre quali Livorno, Brescia e Parma, tra poco più di un mese le avversarie dei Lupi si chiameranno Angri, Sibilla, Pianura, etc. No, non siamo su scherzi a parte. In un mese sono cambiati destino, storia e futuro di una gloriosa società di calcio - protagonista di 10 splendidi campionati consecutivi in massima serie - ad appena tre anni dal suo centenario. Un progetto da guinness dei primati. Una “cavalcata all’indietro” senza eguali. Missione compiuta, Massimo Pugliese.
Ed ora, come dicevamo, ad una settimana dalle prime scadenze del campionato di serie D (in virtù della recente proroga, ndr), per i tifosi biancoverdi oltre al danno potrebbe aggiungersi anche la beffa. Sì, perchè - colmo dei colmi - lo stesso Massimo Pugliese con la “scusante” di tenere in vita l’Us Avellino potrebbe iscrivere quest’ultima al torneo di serie D, restando così al timone del sodalizio biancoverde. E’ come lasciare un cadevere nelle mani del suo carnefice.
curva sud avellinoMa non è finita qui: perchè se da un personaggio del genere ci si può attendere davvero di tutto (lo ha ampiamente dimostrato), è assurdo ed incomprensibile l’atteggiamento mostrato da alcuni tifosi che - senza firmarsi, nè identificarsi in qualche gruppo - hanno chiesto pubblicamente allo stesso personaggio che hanno contestato per 5 anni (fino all’altro giorno), di iscrivere l’Us 1912 al prossimo torneo di serie D.
Della serie: siamo alle comiche. E’ come se la situazione si fosse improvvisamente capovolta perchè, se da un lato anche quella frangia di tifosi che ha sempre difeso l’operato dell’imprenditore di Frigento ha fatto dietrofront dopo la mancata iscrizione in Lega Pro, dall’altro si assite a questa clamorosa marcia indietro di (parte di) coloro che in 5 anni non gli hanno (giustamente) dato tregua. I primi hanno “risposto” ai secondi, iniziando un botta e risposta fatto di comunicati, ma con una differenza: mettendo la faccia, con tanto di nome, cognome, comune e (ex) gruppo di appartenenza.
Insomma, il progetto targato Pugliese sembra giunto all’epilogo e quest’ennesima sceneggiata - una clamorosa spaccatura tra la tifoseria senza precedenti - ne sembra il degno finale.

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Morte Us Avellino: Dopo l’Omicidio, Parla L’Assassino

Scritto il 13 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Ancora una volta s’è scelto l’interlocutore (il giornalista, Antonio Corbo) ed il media (il giornale, “La Repubblica” - edizione regionale). Nessuna conferenza stampa, niente dichiarazioni ufficiali, neanche adesso che ha ufficialmente ucciso il Lupo. L’assasino dell’Us Avellino 1912, Massimo Pugliese, colui che verrà ricordato a lungo per aver interrotto una storia lunga 97 ann, parla per la prima volta dopo la mancata iscrizione dei biancoverdi al prossimo campionato di Lega Pro. Solite dichiarazioni di circostanza, ancora accuse nei confronti delle istituzioni e dei politici locali…insomma, neanche di fronte al dramma l’imprenditore di Frigento riesce a tacere.
Per colpa sua un’intera provincia di oltre 440mila abitanti è in lacrime, eppure trova ancora il tempo per pensare alle rivincie personale. Intanto l’Us Avellino è morto….Grazie Pugliese….
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Us Avellino, Serie D e Fallimento Alle Porte. Grazie Pugliese

Scritto il 10 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Una gloriosa storia lunga 97 anni è giunta al capolinea. 97 anni di passione, amore, emozioni, gioie e vittorie, sconfitte e amarezze: la storia dell’Us Avellino 1912. Prima l’hanno bistrattata e dilapidata, poi addirittura cancellata. Povero Avellino, povero Lupo, poveri tifosi biancoverdi: non sono bastate le gestioni fallimentari e le sconfitte maturate sul campo - che hanno contrassegnato il percorso degli irpini nelle ultime stagioni - ora è arrivata addirittura la morte.
L’Us Avellino non sarà iscritta al prossimo di campionato di Lega Pro“, questo il ritornello che ha accompagnato l’ultimo mese di vita del sodalizio biancoverde. Ad intonarlo lui, sempre lui, Massimo Pugliese, capace di minacciare, elemosinare, accusare e persino scherzare, anche con il Lupo già sul letto di morte. Ed è stato lui a dargli la coltellata finale, dopo averlo visto aggravarsi senza fare nulla, senza lanciare un appello, senza convocare media, istituzioni e tifosi.
S’è nascosto dietro ai comunicati stampa, spesso ironici e fuori luogo (se non proprio irritanti), pavoneggiandosi (”sono l’unico che può fare calcio in questa provincia”), senza risparmiare accuse pungenti nei confronti di tifosi, istituzioni e stampa. Insomma, è rimasto solo ed ha concluso la sua gestione al timone dell’Us Avellino con la ciliegina sulla torta. E pensare che fino a qualche ora fa c’erano ancora tifosi che, perdendo completamente la loro diginità, lo pregavano (in tutti i modi) affinchè tornasse sui suoi passi.
Ma non c’è stato alcun ripensamento, perchè il suo progetto, studiato a tavolino già un anno fa (e rimandato di 365 giorni solo per il ripescaggio), è andato in porto. Ne pagano le conseguenze solo i tifosi di questi colori ed una provincia ancora una volta sfortunata.
Depredata, offesa ed umiliata, non da un forestiero, ma proprio da un suo figlio.

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Us Avellino: Lega Pro, Fallimento o Serie D?

Scritto il 06 Luglio 2009 da Gianluca Capiraso

Ancora qualche giorno - forse solo 48 ore - e si conoscerà il futuro dell’Us Avellino. Tra due giorni, infatti, la Covisoc comunicherà alle società l’esito della propria istruttoria sui documenti presentati in sede d’iscrizione. Procedure espletate entro i termini da Massimo Pugliese, come annunciato dallo stesso imprenditore di Frigento, che ha anche ribadito che questo sarà l’ultimo atto compiuto dall’attuale proprietà per l’Us Avellino 1912.
Poi ci sarà il completo disimpegno (sarà vero?). Sta di fatto che, oltre alla semplice domandina d’iscrizione, accompagnata da un esborso di circa 100mila euro, non è stato fatto nulla per quel che riguarda liberatorie, versamenti degli stipendi arretrati, contributi Enpals, etc. etc. Insomma, siamo alle solite…
I punti di penalizzazioni (certi) e le decine di deferimenti nei confronti di Massimo Pugliese ormai non fanno più notizia. Sembra che ad Avellino ci si sia abituati anche a questo. Ma il rischio, stavolta, è ancora più grosso: non partecipare neanche al campionato di Lega Pro, ripartendo dalla serie D. Se quest’ultima ipotesi dovesse diventare realtà, l’Us Avellino 1912 potrebbe completamente scomparire dalla scena calcistica italiana, dopo ben 97 anni di storia. O, addirittura, ripresentarsi ai nastri di partenza dell’ex Interregionale, sempre con il marchio US 1912 e sempre con Massimo Pugliese al timone. Sarebbe davvero il colmo…

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Us Avellino, l’iniziativa dei tifosi? Un flop…

Scritto il 14 Giugno 2009 da Gianluca Capiraso

Tutti lo pensano, nessuno lo dice. L’incontro tra i tifosi biancoverdi, organizzato ieri mattina presso un bar della città, è stato un evidente fallimento. Una decina di persone si sono radunate, convocando i media locali, per presentare l’iniziativa “Fate Presto”. Un accorato appello affinchè non scompaia l’Us Avellino. Emozionante il testo della lettera, buona l’idea, non la riuscita. La tifoseria organizzata - evidentemente per scelta - ha disertato l’appuntamento, manifestando, seppur non esplicitamente, il proprio dissenso a quest’iniziativa. Alla base della scelta ragioni non del tutto chiare. Sta di fatto che all’appello hanno risposto non più di una decina di sostenitori biancoverdi. Non tocca certamente a noi giudicare se quest’atteggiamento sia stato giusto o sbagliato, anche perchè non conosciamo a fondo le motivazioni che hanno spinto i tifosi della Sud a disertare. Probabile che nel corso di questa settimana verrà organizzata un’altra manifestazione, sulla scia di quella di ottobre, quando migliaia di tifosi sfilarono per le vie della città. Forse in quell’occasione rivedremo numeri importanti.

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Il futuro dell’Avellino: e Pugliese perse la parola…

Scritto il 02 Giugno 2009 da Gianluca Capiraso

Parlava, accusava, si lamentava. Fino a poche settimane fa era al centro della scena, costringendo agli straordinari il suo ufficio stampa, tanto da perdere il conto dei comunicati stampa (gli ultimi indicano numeri cronologici al di fuori di ogni logica). Poi, improvvisamente, il silenzio.
Si sarà rintanato nella sua Frigento o avrà riparato a Ceppaloni? Rimarrà in silenzio fino alle elezioni (per questioni di parcondicio) o, più semplicemente, si sta godendo qualche vacanza  approfittando del lungo ponte? Qualsiasi sia la risposta, di sicuro sta giocando, per l’ennesima volta, con l’amore e la passione di un’intera tifoseria.
Non gli è bastato neanche il record minimo d’incasso e la vergogna su tutti i media nazionali per capire di doversi fare da parte. Il post-partita con l’Empoli era il momento giusto per presentarsi in sala stampa e dichiarare apertamente di aver fallito per la terza volta consecutiva. Pugliese avrebbe potuto ribadire la propria volontà di farsi da parte, di cedere la società, mettendo sul tavolo conti, bilanci e debiti. Almeno al capolinea di questa disastrosa gestione ci vorrebbe un po’ di chiarezza, la stessa che è mancata del tutto con questa società. Invece no.
Dovremo attendere le ultime settimane di luglio – quindi altri quaranta giorni di agonia – per intravedere il futuro dell’Us Avellino. E mentre in città crescono paura e scetticismo circa la partecipazione dei biancoverdi al prossimo torneo di Lega Pro (la vecchia “serie C”, per intenderci), il buon Pugliese ha improvvisamente perso la parola.
Dov’è finito il tono battagliero col quale attaccava le istituzioni e l’ambiente? E l’atteggiamento di sfida nei confronti dei tifosi (“il 97% della provincia è con me”)? E l’inspiegabile rabbia per quei famosi striscioni, tanto da diramare un comunicato ad hoc, con tanto di minacce legali? Ecco che in momenti come questi, oltre all’evidente incompetenza manageriale e i fallimenti risultati sportivi, vengono fuori anche i limiti umani.

*per l’immagine si ringrazia lo staff di AvellinoFans

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Pugliese come Bassolino: ha fallito ma resta al suo posto

Scritto il 21 Aprile 2009 da Gianluca Capiraso

“Se dovesse andar male, resto e riparto dalla serie C”. Incurante dell’ennesima gestione fallimentare e della terza retrocessione consecutiva dalla serie B, Massimo Pugliese è pronto a restare al timone dell’Us Avellino anche in caso di declassamento. Ha fallito nuovamente - dimostrando di non essere all’altezza di un campionato come quello cadetto - ha allontanato migliaia di tifosi dallo stadio, ha lanciato accuse nei confronti del sistema calcio ed ha rotto con tutte le istituzioni locali. Ciò nonostante non se ne va.
L’ultima, tremenda, intervista l’ha rilasciata alla redazione provinciale del quotidiano “Il Mattino” che ha provveduto a pubblicarla sul numero in edicola oggi. Titolo chiaro ed inequivocabile: “resto, riparto dalla C1 e confermo Campilongo”. Come se l’Us Avellino fosse un affare suo, una sua creatura, del tutto estranea all’ambiente, ai suoi tifosi, a questa provincia. Dall’intervista si evince un inequivocabile “faccio ciò che voglio” al cospetto di una città che è tanto stanca da non aver neanche più la forza di replicare, di contrattaccare.
La rassegnazione ha preso il posto della speranza, mentre sull’altro versante la dirigenza dimostra per l’ennesima volta di non conoscere il significato della parola dignità. Se ne avesse almeno un briciolo, capirebbe che è giunto davvero il momento di farsi da parte. Senza continuare a speculare con la storiella del “non ci sono acquirenti”. Senza danneggiare ulteriormente l’immagine e la storia di una società derisa in tutt’Italia per la manifesta incapacità di raggiungere una tranquilla salvezza in serie B. In passato era considerato l’obiettivo minimo, ora sembra un miraggio, un traguardo irraggiungibile, quando invece realtà quali Frosinone, Ancona o Pisa ci riescono tranquillamente.
Allora dov’è il problema? Dove sono finite le promesse della scorsa estate che accompagnarono il ripescaggio? Quel “eviteremo gli errori del passato” oppure “ci salveremo tranquillamente” sono proclami caduti puntualmente nel vuoto. Ma gli avellinesi hanno tanto difetti, tranne uno: la memoria ce l’hanno lunga e non dimenticano, nè le promesse dell’imprenditore frigentino, nè tantomeno le amarezze rimediate negli ultimi anni sui campi d’Italia.
Insomma, è un Pugliese stile Bassolino: ha fallito in più di un’occasione, non s’è rivelato all’altezza della situazione, nessuno lo vuole, eppure lui resta al suo posto…

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L’ultima trovata di Pugliese: non si scusa ma accusa

Scritto il 20 Aprile 2009 da Gianluca Capiraso

lupiDovrebbe cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa. Dovrebbe conoscere il senso della vergogna e, magari in ginocchio, accusarsi in pubblico di quest’ennesima amarezza: la terza retrocessione. Sì perchè, anche se la matematica lascia ancora qualche speranza, l’Avellino è ormai con un piede e mezzo in serie C. Prendersela esclusivamente con il pareggio casalingo di sabato con il Piacenza sarebbe folle. Così com’è folle l’atteggiamento della società che - attraverso il patron Massimo Pugliese - si è lasciata andare alle solite accuse nei confronti della classe arbitrale e del sistema. Ma se lo sarà fatto un esame di coscienza?

Avrà pensato che, probabilmente, se i Lupi si ritrovano laggiù, al penultimo posto in classifica e ad un’eternità dalla zona play-out, la colpa sarà anche (aggiungiamo, soprattutto) sua? Ha già rimosso dai suoi ricordi l’avventura di Incocciati, il finto ritiro pre-campionato, i sette convocati di agosto e i punti di penalizzazione? E’ facile prenderla con l’arbitro e con il sistema. Molto più difficile, per uno come lui, uscire in pubblico dicendo apertamente “ho fallito anche stavolta, mi faccio da parte”. Sì, Pugliese, perchè il calcio è un’altra cosa: è fatto di programmazione, serietà, professionalità, trasparenza. Qualità che non appartengono neanche lontamanete alla famiglia di Frigento.

PuglieseHa avuto il barbaro coraggio di sfidare la piazza, la scorsa estate, restando alla guida della società malgrado l’ambiente ostile, lo scarso seguito e la contestazione perenne. E’ riuscito a mettersi contro le istituzioni, la politica cittadina ed anche quei pochi “seguaci” che erano rimasti all’interno della tifoseria. Una tifoseria che, oltre ad essere offesa sabato dopo sabato sui campi di mezz’Italia e presa in giro dai tifosi di tutt’Italia per le continue retrocessioni, è stata anche bistrattata, ad ottobre, in occasione della manifestazione indetta contro lo stesso Pugliese.

Ma sabato si è davvero toccato il fondo: squadra senza attaccanti, Aubameyang unica punta, poi affiancato nella ripresa da Visconti. Due punte alla prima esperienza: un francese che ha già ampiamente dimostrato tutti i suoi limiti ed un giovane napoletano appena promosso dalla formazione Primavera. Così sperava di vincere la partita più importante dell’anno, Massimo Pugliese. Così sperava di rimediava l’imprenditore di Frigento quando si sarebbero fermati gli attaccamti titolari, Sforzini e De Zerbi. Follia, pura follia.

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Pugliese e l’Avellino, lo stillicidio continua: altro deferimento in arrivo

Scritto il 24 Marzo 2009 da Gianluca Capiraso

PuglieseE’ nel mondo del calcio da diversi anni, ma Massimo Pugliese non ha ancora capito che le partite si vincono sul campo e che le salvezze si conquistano con i soldi. E non polemizzando contro arbitri, sistema, Lega, Federazione e così via. Le sue sfuriate post-partite, le sue dichiarazioni al vetriolo non sembrano altro che i “lamenti del perdente”. Parla proprio lui, il presidente più penalizzato della storia del calcio italiano degli ultimi vent’anni. Fa la vittima, cerca attenuanti, fantasmi, complotti e colpevoli, quando in realtà l’unico colpevole è proprio lui, incapace di conquistare una salvezza (in serie B) che altre società, molto meno prestigiose, centrano puntualmente con facilità. Continua a leggere

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