Il danno oltre al beffa. Non bastava il triplo salto indietro nel giro di un mese (dalla serie B alla serie D), così come non bastava la mancata iscrizione ai campionati professionistici (dopo oltre 40 anni) dell’Us Avellino. La città e la provincia continuano ad essere mortificate, umiliate, derise. Sì, perchè dopo la terribile estate, le amarezze per il pubblico biancoverde potrebbero non esser finite qui.
Nel giro di qualche giorno, la tifoseria si potrebbe ritrovare due squadre, con gli stessi colori sociali, nella stessa città. L’avventura dell’Avellino Calcio.12 - l’unica società autorizzata dalla Federazione a partecipare al campionato di serie D - com’è noto, ha già preso ufficialmente il via. Tutti (o quasi) pensavano di aver dato un calcio al passato, chiuso con la peggiore gestione della storia del calcio avellinese e cancellato una volta per tutte dalla propria memoria il nome del fautore di tutto ciò.
Invece quest’assurda vicenda potrebbe assumere un finale dai contorni tragicomici, con l’Us Avellino 1912 (considerata da tutti gli addetti ai lavori sulla strada del fallimento) iscritta al campionato provinciale di Terza Categoria. Aliberti docet. Sembra una scelta dettata dalla disperazione o da un progetto ben architettato. Il bello (si fa per dire) è che gran parte della tifoseria organizzata è pronta a sotenere la società capeggiata da colui che ha contestato ferocemente da quattro anni a questa parte. In nome del logo, della matricola, della mentalità ultras.
E così una provincia sostanzialmente piccola (per numero di abitanti, non certamente per estensione) si potrebbe ritrovare addirittura con due squadre, con una tifoseria spaccata ed il concreto rischio di vedere tanti giovani - soprattutto nei comuni di “frontiera” - iniziare a simpatizzare Napoli. E ne perderà anche la nuova squadra, l’Avellino Calcio.12 che, come un bambino appena nato, ha bisogno di essere seguita e sostenuta. Dall’intera tifoseria, a prescindere da nomi, gruppi, motti e slogan.





Dopo tanto penare, ecco finalmente una buona notizia per i colori biancoverdi. Nella giornata di ieri, il Tribunale di Salerno ha
Tredici comunicati stampa
di Rivaldo. Dirigenti sciagurati, finti amministratori, presidenti che preferiscono la politica al calcio, pseudocollaboratori raccattati tra Sturno e Frigento, direttori sportivi che pensano solo ai loro interessi personali. Il tutto condito da un ambiente ormai stufo, sfiduciato già alla prima giornata di campionato, finito nello sconforto a tal punto da non riuscire neanche più a protestare. Già, è proprio questa l’anomalia della retrocessione appena “centrata”: per la prima volta in oltre novant’anni di storia, il pubblico biancoverde ha messo da parte persino 
